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Visualizzazione dei post da giugno, 2024

Rinascere al sole del mattino

E mi dico: “Ecco, un altro giorno. E io sono qui, presente e desiderosa. E tutto è così bello. Forse durerà poco ancora. Ma questo giorno può essere infinito, pieno di bellezza, qui, per me”.    

Cose che contano

Giulia: “La forma più bella di creatività non consiste nell’ideare un oggetto di design o d’arte, o che so io…”   Andrea: “Io ho acquistato una lampada Nesso, progettata da Giancarlo Mattioli…”   Giulia: “Bella, certamente. Ma io mi riferisco ad altro…”   Andrea: “E quindi qual è  la forma più alta di creatività?”   Giulia: “Rendere sempre fresca la propria vita.  Nuova. Rinnovata, ingenua, elettrizzata. È questa per me la forma più grande di creatività”    

Una settimana di pioggia

Fuori una pioggia infinita. Poteva, volendo, essere un pianto.  Ma io non avevo nessuna voglia di piangere.    

La porta del tempo

Forse, sulla sensualità ci troviamo, ancora, a rispecchiare nella nostra esistenza una battaglia millenaria. Avvertiamo che le forze che si affrontano dentro di noi appartengono a schieramenti opposti, a potenze rivali. Da un lato c’è un’ombra inquietante e severa gettata sui moti più intriganti del nostro corpo che si appella a principi duri come tiranni, seduti sullo scanno di una verità solida come un blocco di granito. 
Il cipiglio dei signori della purezza ci induce a scegliere di camminare in un paio di scarpe, mentre possediamo in corpo un astronave.
 E tutto questo in nome di qualcosa che noi desideriamo a fondo: un valore per la nostra vita.
S u questo fronte, sembra che per avere la vita dobbiamo rinunciare alla vita. Dall’altro lato, ci sono gli sguardi stupiti degli dei pagani, la bocca spalancata dell’innocenza attratta dall’incanto. Il calore inebriante che si accende nel corpo. L’irresistibile fascino del volo, il mito incantevole della spontaneità in trance.
 Con la pau

Questo è quanto

Un po’ per volta sono riuscita a spostarmi sulla strada dei miei desideri. Questo mi rende felice.    

Fiori del mio canneto

  Non cerco di essere intelligenti, o arguta. Mi basta provocare un leggero moto di benevolenza. In fondo, abbiamo tutti voglia di guardare oltre. Di dimenticare le cose brutte almeno per un po’. Di pensare alla vita, ai sogni, ai desideri, ai progetti. Abbiamo bisogno di sorridere sulle grosse domande cui non sappiamo rispondere.    

Il non-so-che e il quasi-niente

Penso al potenziale creativo racchiuso nella vitalità del corpo, che la disciplina usuale del lavoro solitamente esclude, ignora o ricaccia. Penso a un corpo liberato dal lavoro, libero di incanalare la sua energia vitale all’inseguimento dei sogni. A queste cose ho pensato e a quelle potenze che la ragione che definisce non riesce ad acchiappare del tutto. Che la coscienza e la brama di sapere non ignora affatto, ma che non riesce a dire se non nei termini di un “non-so-che”, di un “quasi-niente”, e che invece sembrano costituire l’essenziale.    

Alla ricerca della musica...

Nella mia mente le idee non solo hanno colore e gusto, ma sono anche musica. Quando l’idea suona in testa, allora è volare. Tra dire, fare e ascoltare non c’è più distinzione. È da decenni che io sogno di imparare a suonare. Nel repertorio dei miei desideri c’è un grande pianoforte a coda, in una sala larga con finestre sul mare.      

La danza dei sogni

Tenere vivo il sogno è un lavoro. Uno dei miei motti preferiti è: se sei capace di sognarlo, sei capace anche di realizzarlo. Il sogno si alimenta costruendo immagini che lo rappresentino, che lo dispieghino. Lo si fa, spontaneamente, nelle immaginazioni. Si può assumere la responsabilità attiva dell’immaginazione Svilupparla come farebbe un regista. Il sogno, una volta cominciato, cresce da solo. Come le opere d’artefatte dai veri artisti. E accompagna i tuoi gesti. Il sogno c parla di te, fa uscire all’aperto quello che sei nella noce. Il sogno è l’epifania della tua anima.