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Visualizzazione dei post da ottobre, 2019

Ombra

Un tunnel d'ombra per i tuoi passi, per i tuoi slanci, per i tuoi pensieri.  

La scala

Tra quelle villette c’era un’apertura da dove filtrava, in una certa ora del giorno, la luce abbagliante del sole. A quell’apertura si poteva accedere tramite una scalinata rustica, edificata all’inizio del secolo scorso. Le donne del paese avevano raccontato a ognuno di noi ragazzi immancabilmente la stessa versione della leggenda e che, cioè, se qualcuno di noi avesse avuto un sogno da realizzare sarebbe dovuto salire per quella scaletta nell’esatta ora del giorno in cui la luce abbagliante fosse filtrata tra le case e poteva esser certo, in questo modo, che il suo sogno sarebbe stato un giorno una realtà.

Le storie

Vedevo mia madre guardare la televisione. S’immergeva in una di quelle storie romantiche che a lei piacevano tanto. La vedevo,  risucchiata dal film, provare sentimenti, passioni, dolore e gioia. Alla fine del film chiudeva la televisione e ritornava nella sua vita quotidiana, nella sua realtà, di cui non era affatto felice, e che io immaginavo grigia.
 Ero un ragazzina stupida. Non conoscevo mia madre, lo spessore delle sue decisioni, della sua pazienza, della sua sopportazione sacrificale. 
Vedevo questa scena della televisione e pensavo che non fosse giusto.
 Che non fosse giusto vivere intensamente nell’evasione di un film, per ritornare, a trasmissione terminata, nella prosa della quotidianità. Pensavo che si trattasse di una rinuncia.
 Dicevo a me stessa: io non voglio VEDERE storie. Voglio AVERE una storia.
 Ero stupida. Non vedevo che mia madre AVEVA la sua storia, drammatica e coraggiosa. E non vedevo che io ero una delle ragioni di quella storia.
 Ma quel non v

Sognare l'oceano

Al risveglio mi ritrovo a sognare l'oceano.  Quest’idea dell'oceano sta lavorando dentro di me, ispira le mie azioni, alimenta l’immaginazione di una situazione nuova, un cambiamento di vita.  Ci sto lavvorando. Ognuno ha il suo oceano.

Tramonto

E mi sono persa a guardarti nel tramonto. 
Senza congiuntivi appropriati…

Pensare a ovest

Tra cielo e mare sospesa,
 verso altre terre
apre le vele al vento 
la mia nave.  
Non resterò passiva
 a consumare spettacoli,
 comporrò la mia musica, 
scriverò la mia storia, 
sarò il regista 
e il produttore del mio film, 
perché così vivo.

Conversazioni selvagge

Parlava col lupo, alla ricerca dello spirito selvaggio. Lontano dal caos e dal rumore.  Per apprendere lo spirito di antiche genti e caricarsi di energia primitiva.

Deserti

Lei  vagava nel deserto: l’orizzonte degli eventi era completamente sgombro, escluso il tramonto di un sole rosso. Non c’è un tramonto uguale all’altro, si diceva. E mentre pensava lasciava le sue impronte sulla sabbia. Non aspettava, si limitava a camminare con lentezza e costanza con la sua spada tra le mani.

Ancora in viaggio

Mi piaceva andare, percorrere ogni giorno una tappa del viaggio. Sapendo che c’era una meta, o forse solo una direzione di marcia. E mi piaceva pensare che ogni giorno avrebbe avuto le sue scoperte, le sue avventure. E che per prendere ogni volta le mie decisioni mi sarei affidato a una bussola interna. Mi sarei fermato ogni giorno il tempo necessario per diventare più consapevole di ciò che facevo ed avveniva. E avrei voluto lasciare una traccia del mio passaggio.

La strada

La strada si allargava man mano che ci si allontanava dal villaggio.
 Tu eri partita. Eri partita ogni mattina.
Sapevi che un giorno tutto sarebbe finito. Ma ora eri in cammino.
E la meraviglia alimentava il fuoco del tuo desiderio.
Vedere a volte basta.
Ma tu avevi bisogno di costruire.
 E anche domani ripartirai…

Casa mobile

Il mondo è molto bello. Con una casa mobile ci si potrebbe spostare un po' di qua, un po' di là. Viaggiare allarga gli orizzonti e procura un piacere speciale. Anche con i romanzi e il cinema si può viaggiare. Ma è chiaro che più che vedere cose diverse è importante mutare lo sguardo.