Ricominciare ogni mattina. Fare come se nascessi per la prima volta al mondo. Provare la meraviglia di qualcosa che ti sta davanti e t’invita a scoprirlo. Ripulire tutti gli angoli dell’anima. Fresco e nuovo, come l’alba, come un bambino che apre gli occhi. Voglio vivere nella gioia qualsiasi cosa capiti là fuori. Voglio creare cose belle con le mie mani. Esprimere liberamente quello che sento, senza eccessivo spirito critico. C’è una passione che brucia qua dentro e trova nella semplicità e nell’operosità il suo canale espressivo. Molto colore e slancio. Le metafisiche non importano. Ma la storia che vivo sì, quella è bella, quella conta.
La diversità è buffa. Arriva senza chiedere permesso: si siede, si mette comoda, e ti guarda come per dire “Beh? Hai qualcosa da obiettare?”. La verità è che siamo tutti un po’ strani, ma passiamo metà della vita a fingere di essere normali. Normali rispetto a chi, poi? A un manuale d’istruzioni che nessuno ha mai letto? A un modello che cambia ogni due settimane? La diversità è quella cosa che ti fa inciampare nei tuoi stessi pensieri, che ti costringe a guardare gli altri con un minimo di curiosità invece che con la solita fretta. È un invito a smettere di fare copia-incolla di noi stessi. Il bello è che non serve capirla del tutto. Basta lasciarle spazio. Perché quando la diversità entra in scena, la vita smette di essere una fotocopia e diventa finalmente… interessante.