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La soglia

Il teatro è il luogo dove mi smonto e mi rimonto, dove entro in scena con un nome che non è il mio e finisco per trovarmi più autentica proprio lì, nel finto. Cammino tra le luci come se fossero corridoi di un sogno: ogni passo è un dubbio, ogni gesto una promessa. E mentre parlo, mentre ascolto il silenzio della platea, sento che il mondo si inclina un poco, come se volesse guardarmi meglio. È lì che capisco perché torno sempre: perché sul palco posso essere una ferita, una risata, un presagio. Posso essere viva in un modo che fuori non mi riesce.
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Il salto che apre il mondo

  La ragazza saltò così forte che uscì dal prato. Atterrò in un luogo dove l’erba cresceva verso il cielo e le ombre camminavano da sole. Ogni salto apriva un varco minuscolo, un punto dove il mondo si dimenticava di essere mondo. E si dice che, quando qualcuno salta senza motivo, un frammento di quel luogo impossibile si riapre per un istante.

La finestra che si ricorda di me

Il varco di pietra si apre e per un istante mi sembra di scivolare fuori dal mio corpo. Le foglie respirano, il muro pulsa, e io resto sospesa, metà persona, metà eco. La luce non illumina: ricorda. E mentre mi siedo, ho la sensazione che la rovina stia cercando di dirmi il mio nome, uno che non uso più da secoli.    

Anima

Chi sei che m’interpelli in questo strano modo? La gente passa veloce nella tua vita. Ci s’innamora all’istante e tutto si esprime in una certa verve mentre gli sguardi si incrociano. Poi gli eventi scorrono e tutto viene sistemato nella soffitta dei ricordi. O mi sbaglio? Forse che non siamo più capaci della lunga distanza? O forse ne abbiamo scoperto la vacuità?
 Se avessi molta audacia teoretica, potrei ipotizzare che Qualcuno si fa avanti in ognuno, lasciando che le figure passino e, forse, costruendo un discorso che dovrebbe rivelarti qualcosa di essenziale, destinato a permanere. Ma sarebbe troppo… Ci sono alcune cose che si sono, per così dire, messe in chiaro e rese visibili. Si posso gestire, ma col tempo perdono sapore. Per esempio, andare a scuola, lavorare, tirare fuori da qualcosa uno stipendio o un onorario. Crescere dei figli. Partecipare alle assemblee di condominio. Dipingere la facciata della casa. Scegliere l’assicurazione dell’auto. Avere un carrozziere di fiducia. ...

Voglio cambiare

So che è possibile seguire il lato meraviglioso della vita, uscendo dai roveti che graffiano, e respirando aria pura. È l'audacia dell'immaginazione che mi aprirà la strada per andare oltre.

Quelque part maintenant

Anche i piccoli gesti meritano la poesia di una forma bella.
 È un modo di essere nel presente.
 Lasciando scivolare a terra il cappotto di pensieri pesanti.
 Saltando nell’attimo – per così dire – in camicia da notte.    

Vado!

Ed è come se solo costruendo qualcosa tu ti realizzi come qualcuno. Perché questo qualcosa è come l’immagine di te nello specchio del mondo: l’espressione, la rappresentazione del seme che tu sei.        

Equilibri

Le chiese si inclinano per ascoltare il vento,  i palazzi si scambiano le facciate come maschere stanche,  e le statue, certe di essere vive,  trattengono il respiro per non farsi scoprire.    

La mia vita è una fanciulla che ama volare

La mia vita è un viaggio. Un viaggio d’esplorazione per l’Oceano dell’Essere. La mia vita è un’avventura, eccitante. Le sfide e le prove fanno parte della ricetta, ma a patto che l’istinto di vitalità prenda il sopravvento e che dalla depressione, e dalle tentazioni di un romanticismo moscio sollevi la testa per la gioia di esistere creativamente.

Rosa errante

Io sono la Rosa, e il mio rosso è un errore luminoso nella trama del giardino. Mi apro come una crepa gentile nella realtà, un piccolo vortice che respira da un’altra parte. La figura accanto a me non è davvero qui: è un riflesso che ha trovato un corpo per un istante.   Io parlo senza voce, con un profumo che piega l’aria, e mentre tutto sembra immobile, o continuo a scivolare tra i mondi, petalo dopo petalo, come un sogno che non vuole scegliere dove restare.