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Paradossi

Ho i miei modi per gestire l’inquietudine che dentro di me regna sovrana, ho le mie vie di fuga dallo stress, e so trovare gli spazi per nutrire l’anima e il corpo di natura, di pace, di slanci.  Ma la mia meta non è sedere nel paradiso beato della contemplazione.  Voglio due cose che sembrano contraddittorie: farmi guidare dal desiderio e dall’inquietudine e godere del viaggio ogni giorno.  Voglio contemplare felice il sorgere del sole al mattino e lavorare con passione e accanimento per raggiungere ciò che mi manca terribilmente!    
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La finestra che pensa

Mi sospendo tra il dentro e il fuori, e il mondo impara a respirare dal mi silenzio.     

Figli di un Dio mInore

Ho conosciuto Damiano. Lui appartiene al mondo dei sordi, anche se è un po’ speciale perché ha un impianto che gli consente di sentire qualcosa. Ma sta da quella parte con le sue iniziative, i suoi pensieri, i suoi progetti… credo. È molto positivo, allegro, vuole fare teatro. E probabilmente combineremo insieme qualcosa in campo espressivo artistico con un gruppo misto di sordi e udenti.   “Figli di un Dio minore” è venuto in mente anche a me. Ma non è il caso. Si tratta però lo stesso di qualcosa che fa battere il cuore.   Io penso che in questa epoca siamo in tanti ad essere “figli di un dio minore”. E io mi ci ritrovo abbastanza in questa posizione. Tanti piccoli esseri che sono sordi e ciechi anche quando hanno orecchie e occhi. E anche quando parlano con la voce hanno troppo poco da affermare. Troppo poco rispetto al desiderio che li abita.   Le persone che vanno avanti fino in fondo alla loro storia parlano spesso di due cose: di accettazione e fiducia. Accettarsi,...

Cespuglio selvatico sotto un’aiuola.

A volte, seduta così, sento che il mio corpo diventa un ponte tra la terra e il cielo. In quell’immobilità scelta, mi accorgo che il mondo non mi chiede nulla: semplicemente mi accoglie.  Le forme attorno a me diventano un respiro più grande del mio, e io mi ritrovo parte di un ritmo antico, come se ogni gesto fosse già stato pensato da un tempo che mi precede.  In quell’istante, mi sembra di essere sia radice che vento, sospesa nel punto esatto in cui l’esistenza smette di chiedere e comincia a essere.   

Il centro del mondo

Esistere, essere al mondo .
Dopo che si è sentita la bellezza di questa faccenda, ci domandiamo che senso abbia. La ricerca del senso scaturisce da quella domanda che noi siamo. Lo dico in questo modo come se fossi il Padreterno che sa tutto. In realtà, le cose non stanno così. Io come te, non so un cavolo di niente. Non abbiamo nessuna conoscenza certa su questa storia. 
Di fatto immaginiamo quel che vogliamo. E vogliamo immaginare qualcosa che ci soddisfa, ci dà ragione, insomma: ci presenta lo scenario della vita come un palcoscenico in cui possiamo presumere di sapere che parte recitare e come farlo. In altri termini, sostengo che la definizione di come stanno le cose è un atto libero e arbitrario. E che vale la pena di prendere coscienza di questo per decidere in base a quali criteri vogliamo rappresentarci il nostro mondo. La mia amica Cristina, che è stata a un seminario promosso dalla sua azienda, mi informa che secondo rilevamenti statistici seriamente condotti su manager impo...

Soglia cosmica

A braccia spalancate, sembri offrire il tuo respiro al vento, e la collina diventa il punto esatto in cui la terra impara a volare.

L'ombra luminosa

Sulla soglia di quella finestra antica, la figura dorata rimane immobile, come se il tempo avesse deciso di fermarsi solo per lei. La luce la avvolge, ma non la rivela del tutto: sembra una creatura sospesa tra il mondo degli uomini e quello degli affreschi che la osservano dalle pareti. Forse è un viaggiatore che ha smarrito la strada. Forse un angelo che ha dimenticato le ali. O forse semplicemente qualcuno che, per un istante, ha trovato un luogo segreto dove riposare la propria anima E la stanza, silenziosa, lo custodisce.    

Fiato sospeso

Mi trovavo lì, ferma tra gli alberi, e per un momento il mondo ha smesso di muoversi. La luce cadeva morbida, come una mano che cerca la mia, e in quel silenzio ho sentito nascere un pensiero semplice: qualcuno, da qualche parte, mi stava desiderando senza dirmelo. Un istante breve, ma abbastanza per farmi battere il cuore come se stessi per incontrare un amore che ancora non conosco.     

Passo d'acqua

Sembrava ascoltare il fiume più che guardarlo: come se l'acqua le confidasse un segreto antico,  e lei, ferma e assorta lo costudiva nel silenzio. C'era un punto nel suo stare, in cui la città smetteva di essere pietra  e diventa respiro. E lei, per un istante, pareva l'unica a ricordarlo.    

Soffio d'arancio

Mi stringo ancora tra i girasoli,  ma in poche parole:  sono un punto di luce nel campo, un respiro arancione  che il sole ha scelto di sfiorare.