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Domande

Più che avere domande noi siamo una domanda. La domanda che noi siamo è un po’ come la fame e la sete: una buona risposta, come un buon pasto, soddisfa per un po’, dà energia per qualche tempo.  Poi la vita consuma e brucia e bisogna rimettersi a far la spesa e cucinare per nutrirci.
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Incantatrice di pesci

Mi piace la metafora del vestito a proposito del film mentale che costruiamo mentre cerchiamo di realizzare la nostra storia nel mondo. Perché all’immaginazione si possono applicare tutte le considerazioni che si applicano al vestito. 
 Il vestito è qualcosa che ci mettiamo addosso per ripararci dal freddo e per muoverci nei traffici umani. E sappiamo che ci sono vestiti che ci aiutano ad agire e a relazionarci, così come ci sono vestiti che non ci calzano bene, facendoci fare magre figure e soprattutto impedendoci di agire. Vestiti la cui immagine allo specchio CI ILLUDE di essere, e via discorrendo. E questo è un criterio ragionevole per valutare. 
 Ma c’è anche un'altra considerazione: noi non sappiamo quali sono i nostri limiti reali e, se siamo curiosi e intraprendenti, lasciamo che il desiderio ci spinga a tentare la sorte, costruendo per la nostra avventura uno scenario epico. E spesso questo ci aiuta a superare noi stessi. A smettere di essere quello che erava

La subitanea intensità della vita

Può essere che la scrittura abbia bisogno di maggiore compostezza di quanta me ne consenta l’esplosione appassionata di calore che si sta facendo spazio dentro. 

 Oppure, potrebbe anche darsi che la passione aiuti a trovare la via di un’espressione efficace e pertinente di ciò che all’inizio appare come qualcosa di urgente da dire e vago al tempo stesso. 

   Quello che ho in testa è una sorta di paradosso – a stare alle parole significative che lo rappresentano. Le parole significative sono: calma e rapidità. 

   E quello che vorrei esprimere è che c’è una me che adora la lentezza, la calma, la passeggiata meditativa, la contemplazione, lo stare a guardare, il gustare masticando adagio, il lasciarsi colmare e portare dagli eventi piuttosto che spingerli in qualche direzione. Il lento scorrere della meraviglia delle piccole cose che arricchiscono perfino gli interstizi del tempo, i pori della pelle, la visione laterale dell’occhio… come carezzare un corpo con estrema l

Distesa sull'erba verde sognando il futuro

Noi credevamo che tutto partisse dalla mente, da dentro, dall'interno. 
Lasciavamo crescere le idee come i contadini le piante.

Il filo rosso

Due dimensioni parallele abitano l’esistenza e i momenti magici sono quando si sposano. Sono gli spazi del senso, della bellezza, della verità, dell’amore.  Il paradiso che godiamo, perdiamo e ritroviamo.     

Guidata dalla luna

Stasera in cielo vigila l’incanto, la luna si nasconde e fa le fusa, quella ragazza che commossa ha pianto perché lui l’ha chiamata “la sua musa” ora si annota sull’agenda un verso che lascerà sul letto domattina: “quando non ami è tutto tempo perso, se mi sorridi ti sarò vicina!”    

Filosofie

Kant vedeva nell’emergere della contraddizione il confine ultimo delle pretese del pensiero. Hegel, al contrario – vedeva nella contraddizione qualcosa che il pensiero può superare, perché è proprio la contraddizione che feconda il pensiero affinché produca un nuovo pensiero capace di assorbire la contraddizione stessa. Hegel era più bambino di Kant. E io so che i bambini lo sanno fare, anche se non sanno di saperlo.