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Il desiderio accartocciato

Spesso, al risveglio, il nucleo desiderante di me, che è la voce segreta a cui mi rivolgo per tracciare la rotta della giornata, mi appare come una entità accartocciata, appallottolata, rincantucciata nel sottoscala. Sento la sua urgenza, ma è troppo rannicchiato perché io possa leggere un’indicazione chiara, da cui trarre spunto per l’operosità della giornata. E allora, l’esigenza prima è quella di parlare un po’ con lui, di convincerlo a distendersi, a svelarsi e rivelarmi. Perché troppo spesso mi comporto come quella che ha delle cose da fare, già annotate in agenda. Mentre ho bisogno di ritrovare non un compito prescritto ma la voce viva della vita, a cui rispondere con emozione. E stamani, mentre trafficavo pacatamente con questa faccenda, mi è venuta in mente l’idea molto suggestiva che quelle che considero le mie opere, di fatto sono i frutti di tutto un contesto che potrei chiamare il mio orto. L’ambiente in cui lavoro, gli strumenti, le cose che mi sostengono e
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Entrata casuale

Gli eventi imprevisti, l’entrata casuale, rappresentano la fonte principale delle nuove idee e dei nuovi stimoli. Girare a caso, esporsi a un flusso un po’ caotico di stimoli e informazioni, può rivelarsi più utile che strizzare l’intestino per fedeltà a un metodo rigido e costrittivo.      

Riposo

La sera si avvia al riposo con i colori della pace e del ricordo. Una bella giornata. E io cerco ancora dovunque segnali della vitalità. Perché la vita è viva. E se sembra che un’atmosfera sonnolenta si stia abbattendo sulle geografie che abitiamo, sono di quelle persone che sentono di doversi dare da fare per muovere le acque, per rimestare tra ciò che accade, per ritrovare la frescura della corrente.

Quando la passione

I momenti della passione amorosa sono certamente potenti. Quando quella stessa passione si allarga alle opere della cultura, con lo stesso calore, con lo stesso fuoco a me pare il top. Ad ogni buon conto, nella creazione artistica è quel fuoco che opera attraverso le mani, la voce, il corpo tutto, fecondato in amore partorisce in amore.    

La ricerca della felicità

Mattina presto. Cielo invitante. Farà sole, oggi. Aria che stimola l’azione.
Voglio vedere il mondo con i loro occhi dei bambini.
  Ho voglia di avventura, scoperta, gioco.
 Il mondo “grande” è troppo pedante e noioso. Troppo ancorato sulla paura e su come fronteggiarla con sistemi assicurativi, preventivi, curativi. È giusto. Una società civile sviluppa queste cose. Ma senza unilateralità. C’è qualcosa nello sguardo del bambino che l’adulto e il vecchio devono recuperare con impegno. Sfuggendo all’entropia. Alla vecchia storia del disincanto, dei dolori, della rassegnazione… Mi ritrovo istintivamente portata a cercare e inventare una vita felice. Felice vuol dire dotata di senso. Un senso che io senta direttamente, possibilmente senza troppe mediazioni razionali. Una vita interessante, innanzitutto perché coltivo l’interesse. Fare quello che ami, una volta che hai scoperto i tuoi talenti e i desideri profondi, mi pare un ingrediente fondamentale. Rispettare la propria natura e dialoga

Avventurarsi è dolce in questo mare

Ormai è un’abitudine. Mi alzo prestissimo. È ancora notte, ma quella parte della notte che corre verso il giorno. Che va incontro al sorgere del sole. 
E io aspetto il momento in cui potrò uscire, per andare a camminare nella campagna. Non m’importa dove, mi basta andare dove starò sola con i miei pensieri. Quello stato di solitudine che mi dà una gioia straordinaria. Quel piccolo viaggio interiore che mi consente di trovare la mia dimensione personale del viaggio.  

Siamo esseri d’immaginazione

Siamo consapevoli che molti dei nostri sogni sono utopia, ma almeno siamo stati reali nella capacità di immaginarli      

Oltre il canale

Oggi è una giornata bellissima. Un falcetto di luna ha reso il cielo sorridente fin dal primo bagliore dell’alba. Davanti a me il canale, che scorre indifferente a testa bassa verso mete più lontane, non si esime dar rispecchiare l’universo, pago di fare quel che è costretto a fare. Io sogno e invento e volo con l’immaginazione, oltre il canale, oltre le colline. E la notte mi è cara per l’energia che mi regala, anche stamani, per spingermi lontano all’avventura.

Hide and seek

Voglio trovare nuovi modi di guardare alle cose con cui traffico ogni giorno? La solita visione non è l’unica. Lo so e lo desidero. Voglio una sorsata di giovinezza scaturita da uno sguardo nuovo. Più dentro, più oltre, più sopra. E anche fuori dalle solite filosofie. Quanto tempo ci vuole alla mente per evolvere? Guardo l’universo. Qualcosa che non conosco sta facendo qualcosa che non so. Avverto tutto il pathos di questa posizione. E tutto lo stupore dello sguardo di un’intelligenza che non si vuol perdere lo spessore del mistero, mentre spinge avanti l’occhio per afferrare qualche frammento di luce. Tutto il sapere che ci siamo costruiti appartiene ad uno spazio minimo di consapevolezza. La vita appare come un semplice aperitivo di se stessa. E l’amore come il vagito di ciò che aspira a diventare. Anche se si mostra pesante e pensosa, tutta la nostra saggezza è erba bambina. E le nostre facoltà, i nostri talenti, chiedono di essere liberati dalla zavorra più che riposare su archivi

Quando i fiori sognano il mare

Quando mi risulta difficile vedere ciò che è giusto o vero, mi piace pensare che la bellezza sia la strada che vi conduce. Mi è difficile accogliere qualcosa che mi è presentato come giusto e vero se non è anche bello. La via della bellezza è più facile, più adatta a me, che non sono un eroina. Se non riesco a vedere la bellezza, mi sento smarrita. Dove c’è bellezza è casa, per me.