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Mettere aria nelle cose

Mi sveglio e hoo dentro una certa musica.
 E un’espressione che ho sentito da Renzo Piano: mettere aria nelle cose. Vorrei saper suonare, comporre sinfonie. So niente di musica. Troppo poco! Ma non demordo. Provo a fare musica con le parole. Mentre studio. Non dovrebbe essere impossibile. Le parole sono sonore. Si battono su una tastiera. Le parole si sentono. In qualche modo, cantano. Un metodo, una tecnica? Un modo di procedere che produca un testo musicale, molto musicale? Che so io?… So che nei momenti di ispirazione ci scivolo dentro senza pensarci. Viene da sé. E in qualche modo è all’ispirazione che voglio andare incontro. Parola difficile. Impossibile perfino a pronunciarsi. Però contiene un rimando a qualcosa di etereo, di aeriforme. Corrisponde a ciò che mi ha catturato nell’espressione citata: mettere aria nelle cose. Mettere aria nella vita. Renderla leggera. In maniera che possa volare. Cos’è un’ “aria” in musica? 
Per molte persone il senso della vita non è pesante. Al co...
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Quanfo tutto sta per diventare altro

La Pasqua si apre come una porta sbagliata,   da cui escono galline di vetro   che beccano il tempo per farlo ripartire.   Le nuvole, stanche di essere cielo,   si siedono sui campi   e imparano a germogliare.   Un coniglio di ombra   porta in giro un cestino di silenzi,   li distribuisce alle case   come fossero benedizioni storte.   E quando tutto sembra sul punto   di diventare qualcos’altro,   Cristo passa in bicicletta,   con le ruote fatte di luna e pane,   ride al vento che gli chiede:   "Dove vai, se tutto è già risorto?"     

Il passo che sa più di lei

Corre senza motivo apparente, o forse per tutti i motivi del mondo. Ogni passo è un sì, un lasciarsi andare, un ricordarsi viva. E per un istante - uno solo, ma infinito - sembra che i narcisi corrano con lei, giallo dentro giallo, come se il giorno avesse trovato la sua forma perfetta.    

La breve ostinazione del rosa

Io vengo da un albero che si ostina a ricordare la primavera prima ancora che arrivi.   Mi apro in piccoli gesti, uno dopo l’altro, come se il mondo avesse bisogno di delicatezza per non rompersi. Sono rosa, sì, ma non per vanità:   è il mio modo di dire che esisto solo per un attimo,   che la mia vita è un soffio che si ostina a diventare colore. E mentre mi apro,   so già che sto scomparendo.   Ma è proprio questo che mi rende vera.

Il tempo

Il sole, inclinato come un pensiero distratto, osserva la scena e si chiede: "E se fossi io a seguirla, per una volta?" E così la luce inciampa, cade tra i rami, e ride.      

Quasi primavera

Un filo di luce che iciampa sul freddo  e lo convince piano, a lasciarci andare.    

Ho voluto essere luce

Forse ogni nostro tentativo di bellezza  assomiglia a un angelo:   un’apertura improvvisa,  un sorriso lasciato al mondo,   un segno fragile che però dice:  "sono stato qui, e ho voluto essere luce".    

Energia desiderante

Ricominciare ogni mattina. Fare come se nascessi per la prima volta al mondo. Provare la meraviglia di qualcosa che ti sta davanti e t’invita a scoprirlo. Ripulire tutti gli angoli dell’anima. Fresco e nuovo, come l’alba, come un bambino che apre gli occhi.  Voglio vivere nella gioia qualsiasi cosa capiti là fuori. Voglio creare cose belle con le mie mani. Esprimere liberamente quello che sento, senza eccessivo spirito critico.  C’è una passione che brucia qua dentro e trova nella semplicità e nell’operosità il suo canale espressivo. Molto colore e slancio.  Le metafisiche non importano. Ma la storia che vivo sì, quella è bella, quella conta.

L’arte di essere storti

  La diversità è buffa.   Arriva senza chiedere permesso: si siede, si mette comoda, e ti guarda come per dire “Beh? Hai qualcosa da obiettare?”.   La verità è che siamo tutti un po’ strani, ma passiamo metà della vita a fingere di essere normali.   Normali rispetto a chi, poi?   A un manuale d’istruzioni che nessuno ha mai letto?   A un modello che cambia ogni due settimane?   La diversità è quella cosa che ti fa inciampare nei tuoi stessi pensieri,   che ti costringe a guardare gli altri con un minimo di curiosità invece che con la solita fretta.   È un invito a smettere di fare copia-incolla di noi stessi.   Il bello è che non serve capirla del tutto.   Basta lasciarle spazio.   Perché quando la diversità entra in scena, la vita smette di essere una fotocopia   e diventa finalmente… interessante.

Ti piaceva volare

Vivere significa proprio quello che sogni. Quello che sogni è anche di più di quello che c’è. Anzi, potrei osare di sostenere perfino che quello che c’è c’è per poter desiderare quello che sogni. Per potergli aprire una strada.