Corre senza motivo apparente, o forse per tutti i motivi del mondo. Ogni passo è un sì, un lasciarsi andare, un ricordarsi viva. E per un istante - uno solo, ma infinito - sembra che i narcisi corrano con lei, giallo dentro giallo, come se il giorno avesse trovato la sua forma perfetta.
Io vengo da un albero che si ostina a ricordare la primavera prima ancora che arrivi. Mi apro in piccoli gesti, uno dopo l’altro, come se il mondo avesse bisogno di delicatezza per non rompersi. Sono rosa, sì, ma non per vanità: è il mio modo di dire che esisto solo per un attimo, che la mia vita è un soffio che si ostina a diventare colore. E mentre mi apro, so già che sto scomparendo. Ma è proprio questo che mi rende vera.