La ragazza saltò così forte che uscì dal prato. Atterrò in un luogo dove l’erba cresceva verso il cielo e le ombre camminavano da sole. Ogni salto apriva un varco minuscolo, un punto dove il mondo si dimenticava di essere mondo. E si dice che, quando qualcuno salta senza motivo, un frammento di quel luogo impossibile si riapre per un istante.
Il varco di pietra si apre e per un istante mi sembra di scivolare fuori dal mio corpo. Le foglie respirano, il muro pulsa, e io resto sospesa, metà persona, metà eco. La luce non illumina: ricorda. E mentre mi siedo, ho la sensazione che la rovina stia cercando di dirmi il mio nome, uno che non uso più da secoli.