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La mattina talvolta

Forse il mare, o la piana, o la nebbia, o la luce abbagliante del sole. Il quadro offre più spazio all’immaginazione. E sogni la tua cavalcata, l’avventura che ti porta alla tua isola del tesoro, l’amore del bel principe, i giochi dell’infanzia, le ebbrezze dell’utopia, l’incanto dei violini e i voli in mongolfiera.

Una volta pensai che tutti i sogni che noi facciamo sono destinati ad avverarsi. Inevitabilmente essi indicano la direzione dove stiamo andando. I sogni sono come l’anticipazione del futuro. Sognavamo di volare e voliamo. Sognavamo di parlarci a distanza all’istante e lo facciamo, sognavamo di guardare la terra da lontano e lo facciamo, sognavamo di vedere ogni parte del globo e anche questo ci è dato. E così via.

I sogni, forse, sono l’atto conoscitivo più realistico che possiamo fare.

 




 



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Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.