E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte. Nell’insieme...una sorta di smarrimento… E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare? Una vecchia domanda! Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo. Ma quale? Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia… Imbarazzo! Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare. Libertà come non aver niente da fare! È un pensiero che resetta la mente e allarga il res...