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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Quieta inquietudine

Io cerco ogni giorno la pace, l’armonia, esprimo gratitudine sincera per quello che c’è, per quello che ricevo, mi commuovo guardando il cielo e dico: è meraviglioso stare qui. Ma nel cuore della mia quiete c’è una fame insaziabile, un istinto feroce che mi rimescola le carte di continuo, un desiderio selvaggiamente inquieto che non mi lascia seduta sulla sedia un istante.

La scelta del mare

Fu su una spiaggia d'inverno che volli per me una nuova vita. E immaginai nuovi mondi oltre l'orizzonte è grandi navigazioni.E scoperte e avventure, esplorazioni avvincenti. E partii il giorno dopo, senza esitazione. E sono ancora in mare.

Il mare che non vive

Dove l’acqua non respira, La memoria diventa pietra.

Verso Itaca

Ho preso il mare. Un mare vagabondo, che si muove a caso. Dove i gabbiani hanno avventure non scritte  a tavolino. E gli dei muovono i fili dai segreti nascondigli ove sostano invidiosi. La vela e il  vento. I sogni impossibili e l’amore per quell’essere al mondo che è così strano, con radici  altrove. Esseri impertinenti che durano un istante e intendono lasciare tracce eterne.

Il treno nel deserto

Sono ferma.  Il binario mi attraversa, ma non mi conduce.   Il deserto mi avvolge, infinito, e cancella ogni direzione.   Non sono più viaggio, non sono più arrivo: sono attesa.   Il silenzio delle dune è più forte del mio motore.   Il tempo non scorre, si dilata.   Forse il senso non è nel movimento, ma nella sosta:   nell’essere linea immobile dentro l’orizzonte senza confini.