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Il pozzo

Non vorresti procedere più leggera?
 Così come sei?
 E lasciare che i tuoi desideri siano desideri. E che i tuoi pensieri siano i pensieri che ti arrivano e che tu guardi e registri, e ascolti?
 E lasciare che il tuo comportamento dica esattamente quello che senti.  E la smetta di rigirare la frittata con tutti quei drammi da scenografia che hanno solo lo scopo di far entrare altre persone, altri interlocutori, nel solito gioco.   Forse, quando si mangia tutti i giorni, si è destinati a portare il pensiero all’estremo. Che altro potremmo fare, se abbiamo già ricevuto quello che miliardi di persone ancora non hanno?  Non sarebbe una bella cosa che il cibo e le medicine e le condizioni igienico sanitarie, e i comfort dell’abitazione, del trasporto e del vestiario di cui godiamo li trasformassimo in pensieri estremi? Non accontentiamoci di una pace da quattro soldi. Di una saggezza da equilibri piccolo borghesi. Non accontentiamoci di far sesso bene e meditazion...

Assaporare

A volte pensiamo che forse stiamo scorrendo la vita, il tempo, troppo frettolosamente. Che, se rallentassimo un po’, potremmo assorbire di più e renderci conto maggiormente… E, di fatto, per quanto ci riguarda, stiamo tentando di contrastare l’abitudine a correre rapidamente sulla buccia del mondo. E, quando rallentiamo nel modo giusto, diventiamo più consapevoli di dimensioni che prima ci sfuggivano. Così come quando mangi più lentamente, assapori meglio il gusto e, forse, ti nutri e assorbi qualcosa che altrimenti sarebbe scivolato via, indigerito, nei canali intestinali.      

È presto per dirlo?

Le idee creative migliori, per me, sono quelle che rinnovano le energie e rilanciano l'entusiasmo. Il tempo più bello è quello in cui sei innamorato.    

Dov'è Dio?

Una volta ho letto che se Dio non è qui ora, non è da nessun’altra parte. Non è certo nel futuro rimandato. Perché io sono solo oggi, ora. È oggi il mio compito. È oggi la mia opera d’arte. Non perderò me stessa, trasformando l’oggi in un semplice momento di passaggio, in un semplice strumento per arrivare a un domani radioso. È oggi il momento giusto, il tempo opportuno. E conosco le condizioni necessarie perché questo possa avvenire: un abbandono fiducioso al Dio della vita. Nella semplicità straordinaria di un fare ispirato.  

Questa giornata è il mio quadro

Mi sveglio e la giornata mi viene incontro. Sono inquieta. Tutte le cose da fare – che non riuscirò mai a fare completamente. A fare rapidamente, per arrivare a una meta. La mia meta. Quella meta verso cui il mio desiderio mi spinge. Dopo la colazione, riesco a prendere una certa distanza. No, dico, niente gatta frettolosa. Niente gattini ciechi! Che senso avrebbe? Una giornata di corsa? Scivolare tra una cosa e l’altra perdendo consapevolezza, separandomi dal senso?    

Sogno?

Il Desiderio è tenace.  Il Sogno difficilmente muore.  Può covare sotto la cenere, ma, al primo alito del vento, ringalluzzisce.    

Impressioni di Novembre

Novembre è l’unico mese dell’anno tra ottobre e dicembre. Giusto per dargli un collocazione temporale. E manco a farlo apposta, proprio con un temporale è iniziato questo novembre. Uno si fa per dire. Stasera ho fatto le caldarroste, ne ho prese una manciata dalla padella, ho tirato fuori dall’armadio il mio giaccone pesante, e sono uscita a fare due passi. Io e le caldarroste nelle mie tasche ci facciamo una passeggiata. E proprio stasera, sgranocchiando castagne per strada e lasciando dietro di me una sottile scia di bucce, ho scorto nell’aria qualcosa di diverso, qualcosa di invernale, o quasi. Stasera c’è un’aria di passaggio, un’aria non-del-tutto. Un’aria affilata ma non troppo, umida ma non troppo, fredda ma non troppo, trasparente ma non troppo. L’aria di stasera ha un’aria decisamente transitoria, appena pochi giorni fa era diversa, un’aria dagli echi vagamente estivi, e adesso è qualcos’altro anche se non ha ancora assunto una forma definitiva. E mi piace respirare quest’aria...

Andare

  Grazie all’inquietudine mi rimetto sempre in viaggio.

Accado

Tutto scorre ma io sto ferma. In silenzio ascolto dentro di me. E lascio che quel che sento mi guidi. Così riprendo il cammino. Senza preoccupazione. Solo il desiderio. Non le voglie, il desiderio. E lascio che il desiderio mi guidi. E tutto accade. Io stessa accado. Piena di meraviglia.    

Coltivarsi

Ho voluto riportare il termine cultura all’atto del coltivarsi. L’ho spostato intenzionalmente dalla considerazione del grande patrimonio di prodotti d’arte e di pensiero cui possiamo accedere, all’azione in atto, che è espressione della cura di sé. 
Un tempo si poteva parlare di una persona colta, che si era coltivata. Oggi è necessario parlare della persona che si coltiva, che si esercita, che sviluppa talenti, che si prende cura di sé in ogni aspetto, sviluppando le proprie capacità. E la cura di sé non dovrebbe finire mai. Non si dovrebbe mai dire: “Oramai a che serve?”.