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La parentesi tra due alberi

Aveva camminato tutta la mattina.

Non per arrivare da qualche parte, ma per smorzare quel rumore di fondo che a volte ci si porta dietro anche in vacanza: i copioni da imparare, delle città viste di fretta, dei messaggi a cui rispondere.

Poi, tra due querce, aveva visto l'amaca. Blu e verde, legata un po' storta, come se qualcuno l'avesse lasciata lì apposta per lei.

Si era tolta le scarpe. Si era sdraiata vestita di rosso, il suo colore di scena, quello della figlia ribelle che fa rumore per farsi sentire.

E per la prima volta in giorni, non aveva fatto niente.

L'amaca ha oscillato piano. Sopra, le foglie filtravano il sole e facevano macchie di luce sulla sua gonna. Sotto, la terra odore di foglie secche e di fine estate.

Non dormiva. 

Non pensava. 

Ascoltava.

Il vento tra i rami. 

Un picchio lontano. 

Il suo stesso respiro che finalmente si allineava al resto.

In quel bosco, sospesa tra due alberi, non era un'attrice, non era una viaggiatrice. Era solo una donna in una pausa. Una parentesi perfetta tra due capitoli.

E la cosa più strana è che, proprio lì, in quello stare sospesa senza fare nulla, le sembrava di aver capito tutto. 

 



 

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