La ragazza saltò così forte che uscì dal prato.
Atterrò in un luogo dove l’erba cresceva verso il cielo e le ombre camminavano da sole.
Ogni salto apriva un varco minuscolo, un punto dove il mondo si dimenticava di essere mondo.
E si dice che, quando qualcuno salta senza motivo, un frammento di quel luogo impossibile si riapre per un istante.
Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui.
E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.
E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno. E che il di più non è spreco ma abbondanza.
Commenti
Posta un commento