Passa ai contenuti principali

La bellezza

La ricerca della bellezza è leggera e piacevole. Meno pesante della ricerca del vero e del buono. E noi siamo disposti a considerare la bellezza come il bagliore stesso della Verità, che ci visita nell’armonia e nella gentilezza, senza drammi e senza tragedia.


La bellezza ci fa sentire che siamo a casa. Che ci stiamo bene.

Ma poiché la vita è fatta di cose serie e pesanti, una parte notevole della nostra esistenza rischia di restare fuori della luce della Bellezza.


Ed ecco la tentazione dell’artista: perché non provare a fare dell’intera vita un’opera d’arte?

 





 


Commenti

  1. C'è una bellezza assoluta, incontovertibile per noi umani, chiara a tutti. E poi c'è la nostra...

    RispondiElimina
  2. tartarinoditarascona11 ottobre 2022 alle ore 01:34

    Riposo bucolico

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Soglia cosmica

A braccia spalancate, sembri offrire il tuo respiro al vento, e la collina diventa il punto esatto in cui la terra impara a volare.

Cespuglio selvatico sotto un’aiuola.

A volte, seduta così, sento che il mio corpo diventa un ponte tra la terra e il cielo. In quell’immobilità scelta, mi accorgo che il mondo non mi chiede nulla: semplicemente mi accoglie.  Le forme attorno a me diventano un respiro più grande del mio, e io mi ritrovo parte di un ritmo antico, come se ogni gesto fosse già stato pensato da un tempo che mi precede.  In quell’istante, mi sembra di essere sia radice che vento, sospesa nel punto esatto in cui l’esistenza smette di chiedere e comincia a essere.   

Il silenzio di Dio

S ì, a quell’ora lì, Ernst, di solito, parlava con Dio.
 Beh, ad essere più corretti, si dovrebbe affermare che parlava a Dio. Dio, infatti, stava sempre zitto. Non riuscivi a tirargli fuori una parola che fosse una parola. Ma, di Dio, sappiamo niente e quindi ritorniamo ad Ernst. Quella sera era quasi fine settembre. Insomma, i primi segnali dell’autunno, con un immenso rimpianto per l’estate… – perché Ernst amava l’estate. Amava tutto dell’estate. Ma soprattutto, andare vestito leggero e stare quasi sempre scalzo. Amava che l’essudorazione traspirasse direttamente nell’aria, senza dover attraversare diversi strati di vestiti. Amava l’acqua del fiume dove si bagnava per rimescolare il sangue, e amava quel brulicare d’esistenze che osservava nei campi e lungo i sentieri di campagna. E tutto il resto: il canto delle cicale, i pomodori d’agosto, l’ombra delle pergole e il vino bianco freddo… e le ragazze vestite appena di petali colorati. … Quella sera, Ernst parlava a Di...