Certo che sogno un universo di artisti e idee. Quelle atmosfere libere in cui si cercano altre nuove forme espressive. Dove ognuno cerca se stesso per la propria strada e a proprio modo. Mondo pacifico dell’arte. Mondo dai ritmi umani, sostenibili. Congeniali ai tempi della fantasia. Adatti alla mente bambina, capace di sognare l’impossibile. Di non trovare nulla d’impossibile. Dove l’ispirazione è la gioia di vivere e la gioia di vivere è alimentata dalle attività artistiche. Perché l’attività dell’arte è il prototipo stesso dell’azione umana compatibile, ecologica, biologicamente pulita.
Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui.
E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.
E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno. E che il di più non è spreco ma abbondanza.
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