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Natale è salpare

Il Natale, un tempo, era qualcosa di diverso. Aveva una coreografia di verità, dottrine, certezze che tornavano a scaldare il cuore nei riti legati alla famiglia, al surriscaldamento di legami forti. Famiglia e legami già esistenti e consolidati nel tempo.

Oggi, nella società fluida, il Natale può diventare qualcosa di genuinamente eccitante e rigeneratore, ma non più in rapporto ai legami del passato, bensì in rapporto alle possibilità aperte sul futuro: può celebrare la possibilità di nascere davvero, in qualsiasi momento. Di decidere di essere se stessi davvero a qualsiasi età, in qualsiasi condizione.
 
Niente di ciò che c’è, nessun “passato” ha più il potere di trattenere una “conversione”.
 
Natale è salpare, ora, per l’avventura.

 




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Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.