Passa ai contenuti principali

Non sapendo invento

Ho l’intenzione di stare dieci minuti senza pensare, concentrata sul respiro, come consigliano i saggi. Ma una scintilla di luce penetra le palpebre. E allora guardo. Il sole. Mi sembra uno spettacolo irrinunciabile. Perché?
 

Mi viene in mente che del senso della vita e dell’universo sono ignorante. Sono come ingoiata da questa verità. Che senso ha tutto questo? Perché la vita? E io che ci faccio? Se provo a rispondere a queste domande so che si tratta di storie, di miti. Di invenzioni della mente, assetata di senso.

E mi rendo conto che me la racconto ogni giorno. E che la fragilità delle mie congetture è il commovente tentativo di creare uno scenario mentale che mi aiuti a vivere più pienamente, nella misura del possibile.
 

E che vivere pienamente vuol dire passione per ciò che faccio, slancio nel seguire il desiderio. Ascoltare la voce del desiderio e discernere là dentro cosa c’è di autentico.
E la vita allora mi appare come una grande avventura, una navigazione a vista. E nel pensare questo avverto un piacere intimo, profondo. E sono pronta a salpare.

 




 

Commenti

  1. Salpare ma a vela... e vivrai il mare in cui navighi.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.