Passa ai contenuti principali

L’arte di essere storti


 La diversità è buffa.  

Arriva senza chiedere permesso: si siede, si mette comoda, e ti guarda come per dire “Beh? Hai qualcosa da obiettare?”.  

La verità è che siamo tutti un po’ strani, ma passiamo metà della vita a fingere di essere normali.  

Normali rispetto a chi, poi?  

A un manuale d’istruzioni che nessuno ha mai letto?  

A un modello che cambia ogni due settimane?  

La diversità è quella cosa che ti fa inciampare nei tuoi stessi pensieri,  

che ti costringe a guardare gli altri con un minimo di curiosità invece che con la solita fretta.  

È un invito a smettere di fare copia-incolla di noi stessi.  

Il bello è che non serve capirla del tutto.  

Basta lasciarle spazio.  

Perché quando la diversità entra in scena, la vita smette di essere una fotocopia  e diventa finalmente… interessante.

Commenti

Post popolari in questo blog

Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.