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Ricerca

Un bocciolo di rosa durante la passeggiata.
L’intensità di una passione,
di una ricerca, di un viaggio,
di un progetto,
di un amore.
Un bocciolo rosso,
calore sufficiente alla mattinata autunnale.
E il lavoro su di me, sul mio spirito, sulla mia immaginazione.
E il camminare attenta, macchina fotografica alla mano.
Il verso sgraziato di un fagiano.
Il fiume che scorre impetuso.
Gli spunzoni di steli dopo la trebbiatura del mais,
allineati come soldatini obbedienti dalla testa mozzata.
Ogni dettaglio era parola in un discorso allusivo.
Il disegno di una trama.






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Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.