Passa ai contenuti principali

Torna a fiorir la rosa...

Sto vivendo una fascia di condizioni in cui io esisto, ci sono, opero, sogno, progetto, faccio… ho dei confini ben precisi. Al di sotto di quei confini è stordimento, pesantezza, quasi oscurità. Resta solo preghiera, attesa, rassegnazione, accettazione. Un po’ più sotto ancora, vuol dire il niente.
Non sono proprio fatta per la malattia. Mi ci rigiro dentro come nelle sabbie mobili. Mi sembrava perfino di non essere mai esistita, o di non esserci del tutto. Ho provato perfino ad offrire il mio disagio per qualche nobile motivo, per qualche persona che sta male – come mi avevano insegnato a catechismo, da piccola e come so che sanno fare i buoni.
Non ne ho tirato fuori proprio niente di consolatorio.

Quando ricomincia a rispuntare la speranza , rispunta  anche il sorriso.
E piano, la gioia per la salute che ritornerà, andrà a finire in colore.
Insomma ho voglia di ritornare a navigare, veleggiando verso la mia isola.

 





 

Commenti

Post popolari in questo blog

Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.