Le sfide che abbiamo davanti sono enormi. Ci vuole molto impegno, molta solidarietà, molta intelligenza e collaborazione per affrontarle.
La cosa sicuramente disastrosa sarebbe di lasciarsi contagiare da un’epidemia di depressiva sensazione d’impotenza. L’idea che come singoli non abbiamo alcun potere di modificare le cose è letale.
Noi abbiamo un grande potere da esercitare e la capacità di inventare nuovi modi di pensare e di aggregarci.
Il primo passo è senza dubbio che ognuno di noi sappia che ha il potere di iniettare nella vita input di positiva creatività.
Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui.
E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.
E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno. E che il di più non è spreco ma abbondanza.
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