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Sineddoche

Nel trascorrere senza picchi della vita quotidiana, quest’appendice del tuo corpo non  è utile come vorrebbe darti a credere.
Ma: adesso che gli istanti ti esplodono in testa come petardi durante la notte di San Silvestro; ora che senti le mani per ciò  che sono, artigli di presa per il cui mezzo tutto puoi avere; ora che le gambe ti servono non per camminare ma per essere qui ed esprimere potenza; ora che ti senti forte come una statua di lava, bronzo e nervi; ora che hai sangue e sperma che corrono pulsanti e si mischiano ovunque.
Ora io sono stesa davanti a te: cosce spalancate, ventre irrorato e mani calde che cercano nel vuoto; occhi che vogliono perché  guardare più non sanno; e la mia pelle, poi.
Ora il tuo cazzo è durissimo: marmo, falco, balestra. Questo cazzo sei tu: sei il dolore furente del tuo desiderio di me.
Stai per entrare, Amore Mio.




 

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