Ci sono esperienze che solo chi le vive le può sentire e provare.
In fondo non siamo troppo diversi dagli insetti che sono attratti dalle luci notturne.
Questi sbattono ossessivamente contro lampadine o sono bruciati da una candela senza una ragione apparente.
In
origine le farfalle notturne orientavano il proprio volo attraverso la
luce lunare: per andare dritte volavano mantenendo un angolo costante
con la luce emessa dalla luna. Poi con la comparsa delle luci
artificiali evidentemente scambiano ogni luce con la luna e muoiono
bruciate.
Forse in origine anche per noi esisteva una sola luce da seguire.
Chissà.
Una volta mi bastava leggere tre quotidiani al giorno per avere la certezza, o quasi, di essere in contatto con la realtà. Oggi è piuttosto diverso. Sono disincantata. C’è tanta televisione, tanto internet, tante immagini. Nell’epoca ingenua le immagini dovevano mostrare la realtà, poi hanno finito per chiarire che mostravano innanzitutto se stesse. E forse è proprio quello che devono fare. Alla fine dobbiamo liberarci dall’idea che le immagini, ma anche le parole, mostrino qualcosa che si chiama realtà. Le nostre parole (e le nostre immagini) non mostrano: costruiscono la nostra realtà. La vecchia “realtà” è diventata “la cosa”. Ed è come se “la cosa” fosse lì, perennemente disponibile a mettersi in posa per noi. Apparentemente sotto la nostra direzione – poi è da vedere. “La cosa” è una miriade di comparse disponibili alla lavorazione del nostro film. Rovesciamento: non viviamo più nel mondo delle cose: tendiamo a vivere nel film costruito da noi. La realtà dunque non è ...
Troppe luci da seguire o troppe teste da sbattere...
RispondiEliminachissà.
L'importante è muoversi per seguire la nostra luna
Troppe luci, troppe false stelle... trovare quella giusta non è facile. Ma quella giusta brilla solo per te.
RispondiEliminacome sempre bellissima foto
RispondiEliminaGran bella foto, complimenti.
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