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Basta poco, anzi non basta

Aveva riempito gli armadi di cibi freschi e sani. Sulla veranda c’era una sedia a dondolo. Era ancora di nonna. Veniva in quella casa d’estate, da bambina. Quanto tempo era passato? 
Ora era il luogo giusto. Sarebbe stato un cambiamento profondo.
Quando il passato ti pesa sul cuore, concentrati sul presente – le diceva la nonna. È facile, qui e ora, trovare la gioia e la pace.
C’era tutto quel che serviva. Il cielo, il sentiero che si allontanava verso l’orizzonte e i quattro aceri di montagna.
Le notizie, ogni giorno erano terribili. Il mondo degli umani era questo. Ma bisognava che la morte assassina non uccidesse anche la capacità di immettere gioia e pace nella vita.
Cercare nell’inferno ciò che inferno non è, coltivarlo, farlo durare, alimentarlo. Questo suggeriva il suo scrittore preferito.
C’era tutto quel che serviva. Il cielo, il sentiero che si allontanava verso l’orizzonte e i quattro aceri di montagna.











Commenti

  1. Ho colto un riferimento a Calvino. Giusto?

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  2. Mah... sarà ancora fusa, una licenza poetica....oppure...no...non è vero.... non mi avrà fatto lo scherzetto...se è vero sei una grande.

    Dimenticavo: bel racconto, Freud, Jung, Vanna Marchi, i giovani, il socialismo reale......bla....bla ...bla...

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  3. mi sa che non ho capito, ma sulla fiducia metto un cuore

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    1. Vai tranquillo, lei è intoccabile e qualsiasa cosa fa va bene; al dire il vero una gentile padellata la meriterebbe ogni tanto, ma la teniamo così. Vai avanti così che ti vogliamo tutti bene.

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  4. pensieri così fragili e veritieri, bravissima

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