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Ai bordi del mistero

Adoro il mio balcone, anche la notte. 



La notte d’agosto scavata tra le stelle cadenti in cerca di messaggi ai bordi del mistero. 



Perché vivo ai bordi del mistero. 



La notte, come la battigia che separa la spiaggia stretta del noto dall’oceano immenso dell’ignoto. 



E guardo nel buio come si può guardare nell’altrove. 



E la vita stessa appare come la prua della nave che avanza nelle acque sconfinate navigando a vista. 



E benedico il sapere, tutto il sapere che millenni hanno accumulato. Pur sapendo che è poco, è già immenso per la mia piccola mente. E vi posso accedere in qualche modo, per trarne conforto e indicazioni. 



Ma la mia vita si accende sul balcone che guarda nella notte. E aguzza l’occhio per vedere ciò che non si vede e dare certezza a quello che spero, in attesa dell’alba. 



Una grande fiducia invade l’animo che respira già le cose di oggi. E sembra che una musica accompagni la storia, dando ai piccoli gesti l’eco dell’impresa. 



E anche stamani posso sentire gratitudine per poter progettare il modo, il come, in maniera che calzi non l’uomo in generale, ma proprio me, così come sono.




Commenti

  1. A ben guardare il navigare a vista è sempre la cosa migliore.
    E tutto quello che non riusciamo a vedere possiamo sempre sognarlo

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