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Le città invisibili

Freud fa l’esempio del ragazzotto di umili origini che finalmente è assunto in una ditta importante. È molto felice ed eccitato e quando si reca al lavoro, o quando esce dalla fabbrica, mentre cammina, sogna a occhi aperti. Immagina che lavorerà duro, sarà apprezzato dai suoi superiori, salirà di livello, sposerà la figlia del principale e arriverà un giorno a dirigere l’intera azienda.
È un esempio semplice e calzante: mostra come nasce l’arte, la letteratura, il film.
E mostra anche come quest’attività creativa del pensiero e del sentimento abbia un ruolo importante non solo per creare opere d’arte, ma anche e forse soprattutto per fare della propria vita un’opera d’arte.
Il mondo che immaginiamo sotto lo stimolo del desiderio precede e nutre il progetto efficace, quello che riesce a mutare e migliorare la vita concreta. Ne è la sorgente sia perché anticipa nell’immaginazione ciò che sarà realizzato, sia perché sostenta con l’emozione e la passione il lavoro di realizzazione lungo tutto il percorso necessario.
Mi piace pensare alla mia avventura come a un romanzo di cui, a ogni capitolo, cerco connessioni creative per tracciarne la trama.
Sono come quel ragazzotto di cui parla Freud.
Quest’atteggiamento mi aiuta a vivere.

 





 

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Effimero e durevole

Penso al paradossale destino dell’uomo, questo essere effimero capace di creare cose che durano più di lui. 

 E penso che forse è un segno, questo, della sua vocazione a lavorare per la vita, oltre i propri recinti personali. E immagino che di qui derivi quella intensa soddisfazione che l'individuo prova quando allarga i rami del suo frutteto oltre la cinta dell’orto. Quando il suo albero produce frutti in abbondanza per chiunque passi sotto e ne voglia.  

E penso che la vita sembra non vada a economia, non faccia i conti all'osso, e che butti a miglioni quando serve solo uno.  E che il di più non è spreco ma abbondanza.       

Il futuro mi accende

Amo l’intelligenza che sa evocare energie, che sa eccitare la mente, sollecitarla a mettere al mondo cose che prima non c’erano, a rinnovare la vitalità bambina, curiosa, intraprendente, capace di gioire del suo lavoro, sempre di nuovo, ogni mattina.    

Un caldo abitare

C’è un luogo caldo dove abita il nostro desiderio e la nostra fede. La casa dove i nostri sogni trovano conforto e rinascita. Coltivati dalla carezza dolce della Vita. 
Noi ci torniamo ogni sera, quando il corpo è stanco e le viscere sentono la fatica. Quando il respiro si fa più pesante e lo sguardo si carica di stanchezza.
 Sappiamo che lì il riposo ci rinnoverà. E chiudiamo gli occhi, affidati, abbracciando il morbido cuscino.