Il teatro è il luogo dove mi smonto e mi rimonto, dove entro in scena con un nome che non è il mio e finisco per trovarmi più autentica proprio lì, nel finto. Cammino tra le luci come se fossero corridoi di un sogno: ogni passo è un dubbio, ogni gesto una promessa.
E mentre parlo, mentre ascolto il silenzio della platea, sento che il mondo si inclina un poco, come se volesse guardarmi meglio.
È lì che capisco perché torno sempre: perché sul palco posso essere una ferita, una risata, un presagio. Posso essere viva in un modo che fuori non mi riesce.

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