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Immagina di nuovo

Mi misi a pensare a questo meraviglioso potere, di mescolare l’immaginazione al mondo. E a come fossi libera di farlo, senza limitazioni. E mi parve di intuire che era questo il segreto della qualità della vita. E a come tutte le paure che impedivano di usare questo potere fossero un gioco di specchi, una specie di incantesimo. Un maleficio che si poteva facilmente esorcizzare.  Perché bastava attaccarsi al desiderio.    
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Lo sento

So che l’anima è dentro il corpo, ma so anche che il corpo è la radice dell’anima. Non c’è pensiero, non c’è idea, che non peschi la sua forza da come sei piantato sulla terra, da come sei aperto al vento, da come bevi l’acqua dei torrenti.

Due o tre cose importanti…

Resto tra le case, sulla collina. Voglio sentire il fruscio delle fronde, toccare la pelle degli alberi, entrare negli spicchi di cielo, fuori dai recinti. Sul ciglio della strada, cammino a sinistra, per vedere in faccia l’auto che mi sfreccerà vicino. Non voglio sorprese alle spalle, che mi distraggano dal muschio sulla sponda, e dai sussurri delle felci, che raccontano storie antiche. Voglio vedere la pianura, là sotto, dove i problemi ridimensionano l’ansia, da quassù. Voglio sognare di essere nomade e pellegrino, per poco tempo, da queste parti. Sentire l’urlo della solitudine per sorriderle in faccia. E placare il mondo con l’indice e il pollice.

Tempo per essere

Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.
 È bene che mi metta subito a lavorare su di me.
 Aspiro a dipingere questa giornata, plasmarla in maniera che assomigli il più possibile al mondo che sogno. 
So che devo iniziare dal mio atteggiamento.
 Ho sempre, addosso, l’eco di stagioni tristi. Dietro la porta sonnecchia regolarmente il senso della pesantezza.
 Ho imparato ad averlo compagno e a neutralizzarne gli effetti.
 Non basta evitare di disperdere nell’ambiente le immondizie inquinanti.
 Bisogna coltivare il giardino, con cura.
 So orientare i miei pensieri su scenari possibili che rendono le mie azioni più creative. 
La mia storia è un’avventura.

Il senso del gioco

I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non dà più piacere, mollano e passano ad altro. I ragazzini mantengono il senso del gioco più di noi adulti. Noi continuiamo a giocare: a fare gli avvocati, gli ingegneri, gli psicologi, i formatori. Entriamo in certi ruoli e continuiamo a giocarci per decenni, forse per tutta la vita, anche quando il gioco non morde più sul piacere di vivere davvero. Perché abbiamo perso il senso del gioco. Perché siamo diventati seriosi.

Calore

Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo breve. Vorrei fermare ogni momento, gustare ogni istante per un'eternità. Succulenta è la vita nei miei sogni. Fuggevole sabbia tra le dita delle mani. Tutto brucia veloce in questo fuoco e resta il calore. Di calore mi nutro ogni giorno.    

I vantaggi dell'ignoranza

Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle quali la risposta attesa non arriva mai, rivelando la nostra ignoranza di fondo, aprono lo spazio vuoto per la nostra messa in atto, per l’invenzione del nostro rapporto con la vita. So di non sapere: posso inventare.