Il varco di pietra si apre e per un istante mi sembra di scivolare fuori dal mio corpo. Le foglie respirano, il muro pulsa, e io resto sospesa, metà persona, metà eco. La luce non illumina: ricorda. E mentre mi siedo, ho la sensazione che la rovina stia cercando di dirmi il mio nome, uno che non uso più da secoli.
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