Io sono la Rosa, e il mio rosso è un errore luminoso nella trama del giardino. Mi apro come una crepa gentile nella realtà, un piccolo vortice che respira da un’altra parte. La figura accanto a me non è davvero qui: è un riflesso che ha trovato un corpo per un istante.
Io parlo senza voce, con un profumo che piega l’aria, e mentre tutto sembra immobile, o continuo a scivolare tra i mondi, petalo dopo petalo, come un sogno che non vuole scegliere dove restare.
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