Ho preso il mare. Un mare vagabondo, che si muove a caso. Dove i gabbiani hanno avventure non scritte a tavolino. E gli dei muovono i fili dai segreti nascondigli ove sostano invidiosi.
La vela e il vento. I sogni impossibili e l’amore per quell’essere al mondo che è così strano, con radici altrove.
Esseri impertinenti che durano un istante e intendono lasciare tracce eterne.



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