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I piccoli come i grandi

Certo che ci specchiamo nelle grandi storie. È come amare la favole. Non solo. È come credere che le favole hanno più verità di ciò che chiamiamo pensiero realistico.

Le favole continuano a ripetere da millenni che la nostra vita è un sogno. E l’anticipano, anche se la realtà di fatto – la storia? – non ce la fa a stare al loro passo.

Quando sentiamo il racconto di quelli che ce l’anno fatta – se sono ancora vivi con la testa, se non si sono lasciati fumare il cervello dal successo – quando sentiamo il loro racconto, sono i primi passi che ci fanno saltare l’anima sulle bollicine. I primi passi, quando erano ancora come noi e hanno seguito un sogno, aiutati da un colpo di fortuna.

C’è qualcosa di avventuroso in questo e… tanta bravura. Tanto impegno, colpi di intuizione. Colpi di fortuna e tanto impegno. A rischio, ovviamente – quindi anche tanto coraggio.

Bene! Sono cose che appartengono anche a noi comuni mortali.
I grandi uomini sottolineano – e a volte sono pietrificati da questo ruolo – i grandi uomini sottolineano le stesse dinamiche – si chiamano cosi? – che riguardano noi tutti.

La scelta è sempre tra vita grigia e l’avventura.

La saggezza – che è sempre rassegnarsi e amare quello che c’è e quello che ci sarà – diventa grigia a confronto.

A confronto di cosa? Pensa a un adolescente, o a un giovane che dice, con convinzione, io, da grande diventerò…

Lo vedi come la pressione gli riempie la faccia e il cervello? Lo vedi che ha davanti allo sguardo un futuro? Lo vedi che ha una speranza, una scommessa, una fiducia, e delle parole per raccontare qualcosa che non si vede, ma che lui vede…?

Un giovane ha voglia di vivere, ha energia e ha futuro. Queste cose si tengono insieme.

Questa è la ragione per cui mi viene da dire: attento alla saggezza, quale che sia la tua età. La saggezza non ha futuro. La saggezza ama vivere nell’Eterno. Nell’eterno tutto è già finito, anche la tua vita.

Amare la vita, volere una storia è amare il futuro, cercare di avere un futuro, scommettere per qualcosa, non esaurirsi nell’accettazione del presente.

Vedi come sono poco saggia?

 



 



 

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